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 Oggetto del messaggio: Re: PANORAMICA SUL MONDO DEL BACKGAMMON IN ITALIA
MessaggioInviato: mer 24 feb 2016, 19:59 
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@Flecha

Dici molte cose, alcune giuste altre completamente sbagliate. Riguardo il rating quella era solo una mia opinione, non molto fattibile, quello che a me interessa che ci sia uno. Purtroppo quello che avevano in Italia, e funzionava molto bene, è stato screditato anche per una gestione non esemplare e chi se ne occupava nei circoli l'ha mollato ma va avanti ancora per i tornei principali CNB.
Organizzare tornei meglio che venga lasciato a chi lo sa fare, il paragone con gli scacchi qui c'entra poco, ma anche li ti posso dire che gli open erano in minoranza, giocare con chi ha 300+ non ha molto senso. Le due categorie servono nel backgammon, ognuno ha una propensione a rischio diversa così come diversa disponibilità e skills. Aggiungo che in Danimarca, paese dove giocano in 5000 su 5 milioni, le categorie sono ben più di 2 e a volte ti obbligano a giocare in quella superiore.
Gli open esistono al CNB, si fanno il venerdì e poi stai tranquillo che la diversità di tornei non crea nessuna confusione per chi frequenta. Lo svizzero sappiamo cosa è ma con tanti giocatori diventa troppo lungo perchè bisogna aspettare che un giocatore perda tre partite per essere eliminato, a bg le partite inutili non hanno senso perchè non c'e un rating e perchè si vuole evitare che le partite vengano vendute, cosa che negli scacchi succede purtroppo anche se si gioca per pochi soldi.
Nel bg a mio modo di vedere c'e spazio per tutti, basta organizzarsi. Io giocherei in un capannone di polli così come in un albergo 5 stelle, a poste importanti o gratis, dipende anche dal resto del contesto.
Osvaldo ha creato il club ed ha dato la sua impostazione, ala fine con risultati notevoli. A Milano se fai tornei gratis perderesti il 80% dei giocatori attuali, quindi non mi trova d'accordo che giocare a pochi soldi sia un male, fino a 30 Eur non ci sono problemi di legge. Quelli che hanno abbandonato per questo motivo potrebbero molto bene formare un nuovo club, termine che per me vuol dire un gruppo di persone che hanno interessi comuni, lo scoglio lo sappiamo è trovare un posto adatto ma ci sono dei club che sono nati nei bar, a Verona pure uno di scacchi così c'era ma non ci sono mai andato, troppo fumo mi era stato detto.
Riguardo i numeri de CNB lo stato delle cose si conosce, i numeri sono circa costanti ma solo perchè aumentano gli stranieri, questa cosa deve fare riflettere, loro sono quelli che hanno più spese e tempi di viaggio più lunghi.

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 Oggetto del messaggio: Re: PANORAMICA SUL MONDO DEL BACKGAMMON IN ITALIA
MessaggioInviato: mer 24 feb 2016, 23:40 
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Florin ha scritto:
Riguardo i numeri de CNB lo stato delle cose si conosce, i numeri sono circa costanti ma solo perchè aumentano gli stranieri, questa cosa deve fare riflettere, loro sono quelli che hanno più spese e tempi di viaggio più lunghi.


Parto da qui per risponderti. Perchè secondo te di nuovi giocatori di backgammon in italia non ne trovi come i nuovi giocatori di altri giochi? Trovami tipo tre motivazioni tue personali. Perchè secondo te il 95% di chi viene istruito nelle regole del BG dopo una settimana smette senza pensarci due volte e non riprenderà mai in mano questo gioco? Perchè chi tra quel 5% anchese si impegna un pochino e va in quella fascia tra PR11 e PR16 non va mai al di la di qualche partita col bot (non su gridgammon, lo sai che è su invito e non è facile trovare uno che ti raccomanda) per poi quittare?

Convieni con me che oltre alla questione della cultura italica, e più per completa mancanza di occasioni per avvicinarsi e restare attaccato al gioco anche se uno ci prova? Se non c'è modo semplice e relativamente frequente (e diciamo economico) per giocare sei d'accordo che la gente fa bene a quittare o a lasciare deserti i tornei? Lascia stare il lato economico ma guarda anche solo la mancanza di occasioni...


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 Oggetto del messaggio: Re: PANORAMICA SUL MONDO DEL BACKGAMMON IN ITALIA
MessaggioInviato: gio 25 feb 2016, 01:00 
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Fllecha ha scritto:
Florin ha scritto:
Riguardo i numeri de CNB lo stato delle cose si conosce, i numeri sono circa costanti ma solo perchè aumentano gli stranieri, questa cosa deve fare riflettere, loro sono quelli che hanno più spese e tempi di viaggio più lunghi.


Parto da qui per risponderti. Perchè secondo te di nuovi giocatori di backgammon in italia non ne trovi come i nuovi giocatori di altri giochi? Trovami tipo tre motivazioni tue personali. Perchè secondo te il 95% di chi viene istruito nelle regole del BG dopo una settimana smette senza pensarci due volte e non riprenderà mai in mano questo gioco? Perchè chi tra quel 5% anchese si impegna un pochino e va in quella fascia tra PR11 e PR16 non va mai al di la di qualche partita col bot (non su gridgammon, lo sai che è su invito e non è facile trovare uno che ti raccomanda) per poi quittare?

Convieni con me che oltre alla questione della cultura italica, e più per completa mancanza di occasioni per avvicinarsi e restare attaccato al gioco anche se uno ci prova? Se non c'è modo semplice e relativamente frequente (e diciamo economico) per giocare sei d'accordo che la gente fa bene a quittare o a lasciare deserti i tornei? Lascia stare il lato economico ma guarda anche solo la mancanza di occasioni...


Mi sono già espresso, la causa è la mancanza di strutture, cioè circoli e formazione. Io ho avuto la fortuna di abitare fra Milano (dove mi sono entrato in contatto con l'ambiente di bg e dove poi ho continuato) e Mestre, dove ho potuto mettere in pratica per la prima volta quello che avevo studiato da solo contro dei forti giocatori. Mi sono reso fin da subito conto che ero competitivo e ciò mi ha invogliato a migliorare ancora, un anno dopo ho vinto la regular season del CNB e ho cominciato a fare dei tornei internazionali vincendone alcuni nella categoria Intermediate. Se fossi rimasto a Padova/Verona manco avrei scoperto l'essenza de gioco. Su quittare non sono proprio d'accordo, c'e la storia del norvegese Royset che abitava in un posto sperduto della Norvegia e giocava solo online, poi ha vinto poi i campionato del mondo. Il CNB offre opportunità di gioco in Italia, trovi anche un ambiente dove si parla italiano, all'estero devi sapere l'inglese per socializzare. Ti posso dire che a scacchi i forti (da maestro in su) frequentano poco o niente i circoli, non hanno con cui cimentarsi in sfide interessanti ma frequentano i tornei della federazione, non quelli dei circoli che hanno livello basso. Perchè molti giocatori non fanno il salto di qualità la cosa è più complessa, secondo me dipende in gran parte da loro perchè oggi il materiale c'e (XG, filmati su youtube), una volta c'era molto meno. Il mio progetto prevede anche delle lezioni online, abbiamo Fernando Braconi uno dei migliori (top 10) al mondo che le fornisce a prezzi molto contenuti, alcuni di noi ne abbiamo beneficiato, rapporto qualità prezzo rispetto all'estero non c'e paragone. Potremo essere anche ad un ordine di grandezza, guarda qui per vedere quanto chiedono e cosa offrono. http://backgammonlearningcenter.com/lessons.html

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 Oggetto del messaggio: Re: PANORAMICA SUL MONDO DEL BACKGAMMON IN ITALIA
MessaggioInviato: gio 25 feb 2016, 08:19 
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Iscritto il: lun 07 set 2015, 13:09
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In questo forum ci sono firme di giocatori autorevoli, riconosciuti tali dai Tornei ai quali partecipano.
Diciamo che è la Serie A de BG. Alcuni sono nella Champions League del BG.
Molti di questi partecipano al Campionato It OnLine.

Molti giocatori che non fanno parte della "Serie A" si cimentano i match cercando di portare a casa l'impossibile, giocando al "loro meglio" che resta cmq insufficiente rispetto alla bravura dei Champions. Questi ultimi si spazientiscono quando gli capita un giocatore "banale", xkè troppo lento, xkè non prende la punta 7, xkè ha solo fortuna...
Non mi posso aspettare di poter ricevere un insegnamento da costoro, se non indiretto, cioè guardando e riguardando i loro match, cercando di comprendere il xkè delle loro mosse. Poi cercare di scimmiottare.

Molti giocatori vorrebbero imparare, ma mancano le strutture: quelle che ci sono sono frequentate dai primi tipi di giocatori: un principiante si troverebbe subito a disagio... e uscirebbe dal giro alla seconda serata come accadde a me lo scorso anno, dove mi persi due principianti sentitisi aggrediti ( in senso figurato ) dal gioco scaltro dei bravi, dove ogni loro mossa veniva rimbrottata con espressioni tipo: " ma che fai... non vedi... non comprendi... non... non... ".

Istruire è molto più difficile che studiare.

Non dimentichiamo che è un gioco anche di dadi, e di questo gioco si vorrebbe farne una Università.
Per arrivare a parlare in questi termini, una persona qualunque deve sbattersi sulla tavola tanto di quel tempo che passano anni, sperando abbia la fortuna di giocare con qualcuno migliore. Altrimenti resta un "tiradadi".

La partecipazione ai tornei è costosa: punto e basta. Personalmente preferisco farmi un week end sulla neve con mia moglie in albergo piuttosto che girare un paio di match per poi essere buttato fuori... conoscendo i miei limiti. Non sono certo che si impara di più facendo tornei: forse si impara la "sensazione della gara", ma certo non la tecnica.

La propaganda funziona male: l'ho sperimentato per due anni con la manifestazione del Tocatì, dove era tutto GRATIS. Tavole, location, istruttori, no money-game.
Come abbiamo provato a fare un torneo a 8 con 10 euro di iscrizione abbiamo faticato a mettere su le persone.
Come abbiamo provato a fare il torneo interclub durante il Tocatì abbiamo avuto defezioni dell'ultima ora... anche dell'ultimo minuto... anche a match iniziato...
Non immaginate l'entusiasmo che le persone manifestavano sapendo che c'era un club nella loro città, che costasse poco, e che ci fosse una sede "certa".
Risultato?
Deprimente, rispetto alle esternazioni di giubilo.
Le persone sono strane... anzi sono come sono... e non bisogna pensare che debbano fare come vorremmo che facessero.

Detto ciò... questo è solo un piccolo riassunto delle cose salienti che ho letto.
La ragione è un po' ovunque, xkè ognuno ha il suo bravo punto di vista che paragonato agli altri ha meriti e demeriti.
La risultante non esiste: deve essere solo un lento "in progress" che ci porta giorno dopo giorno in avanti, ognuno con le proprie idee, esperienze, occasioni, opportunità...

CLUB? benvengano...
TORNEI? benvengano...
FEDERAZIONE? benvenga...
ma ci vorrà tempo molto lungo... persone molto volenterose... idee molto accattivanti...

Questo è il mio punto di vista: nulla di più.

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... OSVYX ...
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 Oggetto del messaggio: Re: PANORAMICA SUL MONDO DEL BACKGAMMON IN ITALIA
MessaggioInviato: gio 25 feb 2016, 11:52 
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Mi trovo molto d'accordo, il processo è lento ma se non lo iniziamo mai ? I tempi migliori erano 20 anni fa penso, ci sono stati dei tentativi per fare una federazione ma falliti per diversi motivi.
Il backgammon in università ci è già arrivato, Dario de Toffoli circa 6 mesi fa ha tenuto una lezione sul tema decisioni da prendere in poker e bg durante un corso di matematica alla Sapienza di Roma. Ma quante persone del club di Roma lo sanno ?
Bisogna cominciare da lì a mio avviso, coinvolgere gli universitari. In un paio di anni in bg si può diventare bravi se si ha una certa predisposizione, negli scacchi ci vogliono una enormità. Chi comincia a 20 anni meglio che studi il bg che scacchi o go (a 30 anni sei già vecchio) se punta di arrivare ai vertici.
I tornei ti danno l'adrenalina che c'e anche nelle altre discipline, io al Nordic Open e a Budapest ho fatto fatica a dormire per questo motivo, infatti sono arrivato stravolto alla fine. Riuscire o fallire a colpire una pedina in un momento chiave del match potrebbe dare le stesse emozioni che segnare o mancare un occasione a calcio, almeno per me è così.
La promozione nelle fiere porta pochissimi risultati ed è costosa, la mia idea è di farla online ma anche con qualche volantino nelle università.
Con quello che hai fatto a Verona hai tracciato una strada, qualcuno ha fatto qualcosa a Cuneo ma da lì non abbiamo info, sono silenti.

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 Oggetto del messaggio: Re: PANORAMICA SUL MONDO DEL BACKGAMMON IN ITALIA
MessaggioInviato: gio 25 feb 2016, 13:43 
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Cita:
Mi sono già espresso, la causa è la mancanza di strutture, cioè circoli e formazione.


E' evidente che abbiamo un problema a capirci. Non è assolutamente vero che avere strutture implica avere crescita e numero di player. Ma proprio no, e Verona ne è l'esempio più lampante: c'è una struttura magnifica e gratis, no dico sostanzialmente gratis, ma non decolla. Avere un circolo è condizione necessaria ma assolutamente non sufficiente.

Mentre ti do ragione sulla formazione, anche se bisognerebbe specificare "formazione su che cosa". Assumendo che intendi formazione dei responsabili,dei docenti del gioco e dei referenti per tornei e serate allora ok.

Quello che invece sei costretto ad ammettere è quanto detto dal buon Osvaldo, il quale centra sempre il punto nodale, che io vado ad espandere per fare ancora più chiarezza.

OSVYX ha scritto:

Molti giocatori che non fanno parte della "Serie A" si cimentano i match cercando di portare a casa l'impossibile, giocando al "loro meglio" che resta cmq insufficiente rispetto alla bravura dei Champions. Questi ultimi si spazientiscono quando gli capita un giocatore "banale", xkè troppo lento, xkè non prende la punta 7, xkè ha solo fortuna...
Non mi posso aspettare di poter ricevere un insegnamento da costoro, se non indiretto, cioè guardando e riguardando i loro match, cercando di comprendere il xkè delle loro mosse. Poi cercare di scimmiottare.


PRIMO CENTRO: la mancanza di "aiuto del prossimo". Essendo un gioco egoista non ci sono sorprese: i forti giocano solo solo solo con i forti tranne qualche rarissima volta e i beginner/intermediate che provano ad affacciarsi al gioco possono solo guardare da bordo campo, come si faceva da ragazzini quando avevi 12 anni e vedevi giocare al campetto quelli di 18 che non ti lasciavano giocare. Guardate su gridgammon, ha senso secondo voi che il 99% dei giocatori sopra il 1600 gioca non stop tutta sera contro i pari elo e chi ha meno di 1600 gioca solo se ha amici che sono online. E' possibile che si debba aspettare quarti d'ora/mezzore per giocare contro gente che sta away (giallo) tutta la *** di sera (per oi magari perdere per due joker) o che stiano sempre guardando i match dei 1800+? Non funziona così,ragazzi un neoiscritto come potete pensare di accattivarlo? A scacchi se vai al circolo trovi sempre il CM o la 1N che vuole insegnarti. Ma sempre. Anche solo per fare il professorino, ma nessuno si tira indietro e online appena ti iscrivi nel primo sito di scacchi trovi tonnellate e tonellate di giocatori beginner pronti a sfidarti e questo c'entra eccome ed è emblematico sul numero di crescita di players di scacchi e di BG.

OSVYX ha scritto:
Molti giocatori vorrebbero imparare, ma mancano le strutture: quelle che ci sono sono frequentate dai primi tipi di giocatori: un principiante si troverebbe subito a disagio... e uscirebbe dal giro alla seconda serata come accadde a me lo scorso anno, dove mi persi due principianti sentitisi aggrediti ( in senso figurato ) dal gioco scaltro dei bravi, dove ogni loro mossa veniva rimbrottata con espressioni tipo: " ma che fai... non vedi... non comprendi... non... non... ".

Istruire è molto più difficile che studiare.


Più che strutture il problema è che nessuno sa insegnare in generale, perchè comporta preparazione delle lezioni e preparazione individuale: sono un insegnante, ne so qualcosa. La gente che dice (ripeto dice) di insegnare intende dire "giochiamo una partita insieme e ti dico dove sbagli" così non c'è nessuna preparazione della lezione da parte dell'insegnante e le cose vengono fuori un po così e un po a caso, senza nesso logico. Figurati che *** può imparare un beginner in questo modo. Non è fare lezione ma è pulirsi la coscienza. Bisogna approcciare analiticamente il gioco, come Kit Woolsey o Robertie, con lezioni preparate, accuratamente selezionate per importanza e frequenza in game, star li da un'ora a due ore a sera preparare un percorso, tagliare le seghe mentali che non servono a niente, leggersi articoli online, fabbricare posizioni ex novo... ve lo immaginate il 50enne o il 40enne esperto di BG fare cose di questo genere a gratis o anche per pochi soldi? Dai non scherziamo. Lezioni giocando.. non scherziamo dai... Fare l'insegnate serio e bravo non è da tutti, se non hai un animo filantropico e coscienzioso lasciate stare, e il giocatore medio bravo di bg non è certo così nel gioco.

OSVYX ha scritto:
Non dimentichiamo che è un gioco anche di dadi, e di questo gioco si vorrebbe farne una Università.
Per arrivare a parlare in questi termini, una persona qualunque deve sbattersi sulla tavola tanto di quel tempo che passano anni, sperando abbia la fortuna di giocare con qualcuno migliore. Altrimenti resta un "tiradadi".


Si, il bg è un gioco estremamente difficile e estremamente tecnico quando lo giochi seriamente e per migliorare devi realmente sbatterti molto. Ma più di quello che uno pensa, davvero. Bisogna farsi un culo tanto se non hai modo di essere tutorato da giocatori bravi ed esperti come integrazione all'analisi che fai a casa con XG e libri di bg. E appunto non ho mai trovato frotte di trentenni che vogliono rimettersi a studiare a testa bassa con carta penna calamaio e XG calcolandosi odds, studiando i bearoffs, studiando backgames, studiando le posizioni fondamentali del BG analizzandole tramite variazioni sul tema E SOPRATTUTTO MEMORIZZANDO QUANTO SI IMPARA E APPLICANDOLO IN GAME... molto più comodo sapere che fare l'ancora, il five point e escapare i backmen, minimizzare gli shot o fare punte sul board è una cosa che va bene e poi lanciare dadi tutta sera e invocare al colpo di chiappa, si fa molta meno fatica, peccato che dopo un po il gioco annoia a bestia perchè ti sembra di giocare una versione più adulta del gioco dell'oca (o dei cavalli se siete veneti). Ah si e lo studio del cubo del raddoppio? stendiamo un velo pietoso?

OSVYX ha scritto:
La partecipazione ai tornei è costosa: punto e basta. Personalmente preferisco farmi un week end sulla neve con mia moglie in albergo piuttosto che girare un paio di match per poi essere buttato fuori... conoscendo i miei limiti. Non sono certo che si impara di più facendo tornei: forse si impara la "sensazione della gara", ma certo non la tecnica.

PAROLE DIVINE E SANTISSIME... ma sembra che la cosa non sia ben entrata nella testa del regular live di BG. Quando resteranno in quattro italiani col soldo a giocare le tappe del CNB forse lo capiranno... alla faccia di giocare nelle scuole e o negli oratori...


OSVYX ha scritto:
La propaganda funziona male: l'ho sperimentato per due anni con la manifestazione del Tocatì, dove era tutto GRATIS. Tavole, location, istruttori, no money-game.
Come abbiamo provato a fare un torneo a 8 con 10 euro di iscrizione abbiamo faticato a mettere su le persone.
Come abbiamo provato a fare il torneo interclub durante il Tocatì abbiamo avuto defezioni dell'ultima ora... anche dell'ultimo minuto... anche a match iniziato...
Non immaginate l'entusiasmo che le persone manifestavano sapendo che c'era un club nella loro città, che costasse poco, e che ci fosse una sede "certa".
Risultato?
Deprimente, rispetto alle esternazioni di giubilo.


Ma ragazzi davvero non sapete distinguere l'entusiasmo dall'interesse? A chiunque ho spiegato in vita mia il gioco del BG ha SUBITO voluto giocare un'altra partita. Ma proprio sempre. Mia moglie dopo le mie spiegazioni e un mese di gioco ( un mese inteso come qualche giorno in un mese) ha subito giocato a PR15 i 5 point match stabili ma tipo dopo meno di 100 giochi completi, e lei non era certo motivata verso il bg, lo ha fatto perchè ero preso male io e volevo uno sparring per il live che poi ho scoperto amaramente avere dei flaw non da poco. Ma poi? E' come accendere un fuoco di paglia: brucia subito ma poi si spegne se non è alimentato da altro. La gente ha annullato la componente social di tutto, se ne sta in casa tutto il giorno tra pc e smartphone/tablet e ormai quasi tutti i giochi da tavola che non siano scacchi sopravivono solo online. Se volete che ci sia un minimo di interesse verso il gioco live ci vogliono le due cose che ho detto prima

-gradi di forza oggettivi (in base all'elo) riconosciuti in tutta italia con tanto di classifica ITALIANA dei giocatori
-tornei frequenti e organizzati in tempi e costi ragionevoli (cioè che il neofita medio a media distanza dal torneo tra trasferta, iscrizione, cibo vada a spendere al massimo massimo un centello.) Lasciate che i tornei per i champions e i CNB vari rimangano, si tratta solo di aggiungerne di più alla buona in modo da avere più copertura tra le città in modo da stimolare il giocatore a mettersi alla prova dopo aver imparato i rudimenti.

TOGLIETEVI DALLA TESTA IL FATTO CHE LA GENTE DI DEFAULT VADA NEI CIRCOLI. La gente non va nei circoli perchè pensa di perdere tempo o di fare la figura del poveraccio, ma di SICURO invece va ai tornei.


più tornei ---> più giocatori

Questa è l'implicazione giusta. E se non lo capite o non volete accettarla allora sarà il tempo a ricordarvelo tra qualche anno.


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 Oggetto del messaggio: Re: PANORAMICA SUL MONDO DEL BACKGAMMON IN ITALIA
MessaggioInviato: gio 25 feb 2016, 14:44 
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Ma io ti do ragione su molte cose, la mia visione è simile alla tua, vengo dagli scacchi anche io, ma non mi aspetto che l'abbia anche chi non ha mai visto un altra realtà. Però c'e da fare i conti con il presente, i tornei del CNB sono quello che la maggior parte dei giocatori attuali vogliono, il CNB ha fatto dei sondaggi e posso dirti che mia madre (gioca tutti i giorni contro mio padre), che è solo un appassionata in pensione e di tornei ne fa ma non tutti, ha votato per aumentare la quota degli intermediate a 100 Eur dicendo che se vinco almeno ho vinto qualcosina.
La domanda mia è: chi dovrebbe fare tutte le cose che dici, in primis cercare di alzare il livello del gioco degli italiani e fare corsi, seminari in assenza di una federazione ?? Il CNB è un associazione, ha i suoi obiettivi e fa già molte cose con mezzi limitati, vediamo chi si candiderà alla prossima assemblea. Non ci sono competizioni fra circoli, se lo fossero sono sicuro che qualcuno al circolo farebbe più formazione.
Quando ho scritto, come te, che il bg è un gioco principalmente di egoisti mi sono preso degli insulti, ma io lo ripeto e chi mi dice che non è così lo dimostri facendo qualcosa, infatti ciò sta avvenendo. Online sappiamo che il rating funziona così, uno ci tiene e se giochi con uno con molto meno hai solo da perdere ma ti posso dire che pure a scacchi online è così, solo che li giocatori sono di più. Ti posso dire che io quando mi collego, rating 1750 ho, ricevo sempre molti inviti di gente fra 1700-1800. Non ti rimane che scalare il rating e arrivare a 1600.

A Milano credo si possono fare tante cose perchè abbiamo un bel circolo e ci stiamo dando da fare, a Roma pure si potrebbe perchè grande città e c'e un nucleo di giocatori forti e anche a Torino credo. A Verona Osvaldo ha dimostrato che si può fare anche partendo da zero, manca per ora questo nucleo di giocatori dal PR10 ma ci saranno in futuro, non ho dubbi.
Ora mi piacerebbe sapere cosa tu puoi fare per migliorare la situazione, la base a Verona c'e. Basta che trovi un altro del tuo livello e vi date appuntamento al circolo il venerdì, giocate e discutete pure solo fra di voi, sarebbe già un ottimo contributo e inizio.

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 Oggetto del messaggio: Re: PANORAMICA SUL MONDO DEL BACKGAMMON IN ITALIA
MessaggioInviato: gio 25 feb 2016, 15:28 
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Iscritto il: mar 03 giu 2008, 12:55
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Ciao Filecha; dopo vari post mi viene da riscriverti quanto già scritto a pag. 5:
Ciao Filecha; avrei molto da commentare, ma faccio solo qualche rilievo generale pur, probabilmente, condividendo alcuni passaggi del tuo post.
Il mio intervento iniziale in questo post voleva essere una visione "positiva" che evidenziava chi (e lavorano tutti credo) oltre a ricordare quali possono essere i problemi del gioco....FA QUALCOSA.
Tu snoccioli sicuramente anche tante belle soluzioni, ma alla fine quasi tutti (in molti) parlano e, pur avendo una opinione forte e decisa, si aspettano che gli altri FACCIANO o ESEGUANO in linea con queste opinioni; probabilmente molti la pensano come te su alcuni aspetti, ma mettere in pratica è UN'ALTRA COSA.
Io credo che si debba uscire da questo schema e veramente tutti dare un piccolo apporto..anche battagliando in sedi locali.
Dai post di questi ultimi tempi penso che si evinca che c'è un pensiero rivolto alla costituzione di una "Federazione", ma una Federazione si fonda sulla coesione e partecipazione territoriale sopratutto dei circoli;una Federazione costa; tutti i giocatori che hai citato tu..saranno disposti a sostenerla? versando delle quote? (parlando di spese).
Se localmente le cose non funzionano, non si può generalizzare a tutta Italia e sminuire invece delle bellissime realtà che coinvolgono TORINO,ROMA,MILANO e VENEZIA.
I tuoi riferimenti ai motivi per cui molti non giocano, spesso sono degli alibi per giustificare altro e l'abbandono dal gioco.
A livello locale si possono organizzare tutti i tornei o jack-pot che si vuole a prezzi bassi..poi se uno è forte e ha le "palle" per mettersi in gioco farà anche i tornei nazionali.
Comunque per tua tranquillità il dibattito sui temi da te sollevato è sempre attivo a livello di CNB e circoli maggiori; la tua opinione verrà presa in considerazione;
Se vuoi partecipare al tavolo che sta analizzando la costituzione di una Federazione facci un fischio; stiamo pensando appunto a maestri on-line che facciano avviamento ai Basic/beginner, se sei disponibile ti inseriamo nella lista dei possibili maestri e poi ci sentiremo per quando farti dare le lezioni.
Se mandi mail e nome e cognome ti inseriamo nel dibattito di CHI VUOL FARE oltre a SENTENZIARE.
Comunque io ho iniziato a giocare a 52 anni nel 2007 un pò per caso..e mi son appassionato; i Champion che ho incontrato sia a Milano che a Torino, che a Venezia, Roma e Napoli...hanno sempre dato disponibilità a commenti tecnici, e se forum e movimento Italiano è valido e attivo a ottimo livello è per il loro IMPEGNO REALE! se realmente si vuole procedere non si può andare avanti con il tono che utilizzi tu! Chi muove il backgammon in Italia lo fa con passione e cerca di usare il buon senso che tanto rivendichi; errori ne fanno tutti...ma l'impegno che vedo io in chi FA!!! è meglio del solo parlare e fare un ***!.
ripeto: tutti, chi più chi meno, lavorano e hanno problemi economici o familiari...l'impegno a FARE (con rischio di perdere tempo) o c'è o non c'è il resto son scuse...e FARE per me vuol dire anche solo partecipare alla vita delCircolo locale con idee e organizzazioni.
ultimissima cosa: nel bilancio economico dei Tornei non metterei solo le 5 partite che si giocano;...un we di Torneo è ben altra cosa e per fare esperienza vera è l'unica strada per chi vuol davvero fare un salto sul pendio della "CRESCITA";...spesso si abbandona perchè non si ottengono risultati..e la forma migliore per giustificare la propria inferiorità è abbandonare dicendo: .."è solo un gioco di culo!!". Purtroppo per loro a Scacchi questo non si può dire....e quindi è nato il Burraco.
In più ti aggiungo che il tuo preoccuparti del perchè uno viene o non viene al circolo o ai tornei sembra più una posizione da sindacalista/psicologo/saccente che deve difendere una categoria; non ti do la definizione della categoria che stai difendendo/sostenendo, ma ti dico che non si deve far la balia a nessuno; se uno non ha le "palle" per resistere a qualche sfotto da "circolo" e scappa impauritoinvece che caricarsi per cercare di dimostrare che è più forte di chi lo stuzzica, allora è veramente meglio che si dia a nascondino con le "collegiali". E' ora di finirla con questi piagnistei e concetti triti e ritriti.Il tuo anatema sul destino del CNB e dei sui 4 gatti fa ridere!! ed è facile da spendere è gratis! se ci hai azzeccato potrai dire "ve l'avevo detto"..bella soddisfazione del cavolo per uno che parla e basta! VAI A VERONA E AIUTA OSVALDO!!
!!! senza minchiate sui soldi i tipi di tornei, l'insegnamento e chi lo sa fare, etc etc. a Milano lunedì Fabrizio Lo Surdo un Giant farà una lectio sull' "uso del cubo" a Basic e beginner, se ritieni gli dico di telefonarti così gli spieghi come deve insegnare...prima che senta dire che sarà una lezione che non serve a una minchia!!. A me, pur condividendo alcune tue considerazioni, hai rotto i c....ni per come ti poni.....molto spassionatamente.

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Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, poi VINCI (vice-vice-VICE-vice Campione d' Italia)


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MessaggioInviato: gio 25 feb 2016, 17:24 
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Cercavo una sintesi e l'ho trovata: disfattismo.
Non capisco il nesso di tutto questo evidenziare in negativo, sarebbe come parlare male della propria moglie solo perché russa senza evidenziare che è un ottima amante. Mmhm forse sbaglio esempio, sarebbe come avere un amante e non soddisfarla e incolparla di non saperci fare:)
Io conosco giocatori entusiasti ed altri tranquillamente attratti dal gioco ma a nessuno viene in mente Di sputare sentenze.
Nei club per quanto ne so c'è una piacevole atmosfera, nei tornei c'è tanto agonismo, ciò che unisce il tutto è la passione e la passione è appagante.

Ripeto c'è del livore e non so da che parte arrivi, senz'altro Florin è un tantra con esempi e riferimenti esterni, Osvaldo è chiara la sua ludoposizione e nessuno vuole privarlo dello skipass, a piedi uniti entra Filecha e descrive la divina backgammonedia senza alcuna esperienza diretta.
Non capisco, forse dovrò cercare uno psicanalista perchè per me va tutto bene,
il Backgammon se potesse parlare vi censurerebbe, tant'è che in tanti hanno cercato di portarlo verso la scienza o una federazione, incappando in sonori fallimenti.
Lasciamo che la gente lo apprenda in piena serenità come giuoco fine a se stesso, chi se frega del calcolo di probabilità e dell'equity, sono stadi avanzati che intristiscono. Ciascuno se vorrà potrà approfondire e da allora inizierà un nuovo percorso e con esso il piacere di scoprire nuove proiezioni.
Io sono soddisfatto, molto soddisfatto dell'odierna realtà, ho come paragone gli anni 80, l'inizio, prima era un gioco non pervenuto, da allora sono stati fatti progressi incredibili, il maggiore è che non siamo scomparsi perche finita la tendenza solitamente Inizia una discesa
Vertiginosa, siamo sopravvissuti al poker sopravviveremo anche al disfattismo.


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 Oggetto del messaggio: Re: PANORAMICA SUL MONDO DEL BACKGAMMON IN ITALIA
MessaggioInviato: gio 25 feb 2016, 21:08 
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alfonso ha scritto:

Ripeto c'è del livore e non so da che parte arrivi, senz'altro Florin è un tantra con esempi e riferimenti esterni, Osvaldo è chiara la sua ludoposizione e nessuno vuole privarlo dello skipass, a piedi uniti entra Filecha e descrive la divina backgammonedia senza alcuna esperienza diretta.
Non capisco, forse dovrò cercare uno psicanalista perchè per me va tutto bene,
il Backgammon se potesse parlare vi censurerebbe, tant'è che in tanti hanno cercato di portarlo verso la scienza o una federazione, incappando in sonori fallimenti.

Io ho un approccio matematico alle cose. Come ti ho detto (ma rileggi l'inizio del post lungo per capirsi) NON HO FISICAMENTE tempo per darmi da fare e ti garantisco che la voglia pure ce l'avrei, ma se rileggi il post sono AMPIAMENTE giustificato (bambina lavoro ecc..), di sicuro molto più di molti altri. Io per mia natura non faccio le cose e poi penso, ma faccio l'esatto contrario, pensando sempre in termini di sostenibilità teorica e di costo/ricavo. Se una cosa è almeno sostenibile dal punto teorico allora mi ci butto a capofitto e di solito riesco, se una cosa non è sostenibile in teoria allora nemmeno inizio.

Ora io posso andare anche a Verona, ripeto anche trovando il tempo che non ho, e faccio diciamo anche 5-10 ore sull'uso del cubo o sulla teoria della cube action nei 5 point match o sul bearoff o sugli holding game a osvaldo, massimiliano e un altro. Loro mi ascoltano anche attentamente perchè sono persone educate e poi? E' chiaro che affinchè le cose entrino bisogna applicarsi e studiare, mica l'insegnante ti trapianta nel cervello la conoscenza: si diventa bravi solo se dopo la dritta dell'insegnante ti sbatti (e sbattersi significa indicativamente dedicare tipo minimo un'ora al giorno allo studio del cubo tra moneygame, match play ecc... Ora con tutto l'enorme rispetto che ho per i tre sopracitati che sono persone peraltro deliziose (parlo da insegnante) sono sicuro che al lato pratico qualcosina proveranno anche a studiare, ma ragionevolmente siccome ancora lavorano e hanno superato i 40, hanno famiglia e altri interessi tra calcio ecc.. non faranno progressi sensibili, perchè studiare a quell'età con profitto lo puoi fare solo se sei stato allenato una vita (del tipo che hai a che fare con l'istruzione) o se hai una enorme motivazione che non vedo luccicare in loo così tanto. Cioè possiamo raccontarcela fin che vogliamo ma i fatti sono questi realisticamente. Tu dici "eh non si sa mai, tu fallo e poi vediamo, fai fai fai". No. Sono un insegnante che insegna tra ripetizioni e supplenze più docenza titolare di ruolo da quando avevo 19 anni e ti garantisco che conosco gli allievi e so a priori fin dove possono realisticamente arrivare. Risultato? Avrei praticamente buttato fiato per 10 ore che potevo tenere per studiare il go per fare ripetizioni o per fare docenza vera a scuola o per riposarmi e stare con mia moglie e la mia futura bambina.

Questo è lo step del costo/ricavo. Se devo investire nell'iniziativa a scapito delle cose sopracitate contando anche la benzina ovviamente e il tempo per preparare le lezioni per ottenere un incremento minimo della situazione precedente gia a PRIORI beh si vede subito che il gioco non vale la candela. Non siamo samurai, siamo persone che sono disposte ad esporsi ma non a sacrifici appunto stile samurai. Fin che si tratta di fare cinque-dieci ore online ad una platea di 15 beginner motivati tra i 15 e i 35 anni io sono anche disponibile a patto appunto che queste ore mi tornino indietro NON come denaro bensì come "futuri giocatori motivati veronesi con cui io posso giocare il sabato pomeriggio live senza impegno di denaro".
Non mi aspetto che tutti 15 diventino bravi, mi aspetto che però almeno 5 di loro si e diventino docenti a loro volta dopo un po di esperienza col gioco e con le nuove teorie apprese. Come si fa col go: io spiego a 5 persone che a loro volta spiegeranno ad altre cinque ecc.. così il gioco cresce e si diffonde perchè c'è meno ignoranza in giro. Troppo comodo dire "Eh intanto fai datti da fare" è chiaro che stai facendo il ... con il ... degli altri!

alfonso ha scritto:
Io sono soddisfatto, molto soddisfatto dell'odierna realtà, ho come paragone gli anni 80, l'inizio, prima era un gioco non pervenuto, da allora sono stati fatti progressi incredibili, il maggiore è che non siamo scomparsi perche finita la tendenza solitamente Inizia una discesa
Vertiginosa, siamo sopravvissuti al poker sopravviveremo anche al disfattismo.


Si certo, è come dire "Beh prima mi prendevano in giro e mi davano scarpate nelle palle, ora va molto meglio perchè mi danno solo scarpate nelle palle!" Non è che "piuttosto che peggio meglio piuttosto", le cose hanno un valore relativo alla situazione in cui accadono.

Io sai perchè mi infervoro? Perchè in realtà io vorrei essere nato vicino a milano o roma per poter approfondire i giochi come il BG senza bisogno di fare i salti mortali per trovare un good intermediate che gioca per il puro gusto di giocare E IMPARARE. Ma quello che mi fa più arrabbiare è che quando non si accentrano le decisioni e il potere ma si creano invece mille spaccature tipo quelle di milano (o quelle che già avvengono anche a verona che siamo 4 gatti a giocare) a partire dal rating dai tornei dalla legal move dalle tappe dei tornei, dalla modalità di torneo, dalla vacca di sua madre ecc.. mi si mette davanti una perdita di efficency che mi fa venire il voltastomaco.

Se alla gente nessuno da ordini precisi e decisi e non fa aprire gli occhi sulla situazione attuale ma si vive in uno stato di "democrazia lamentosa" dove ognuno ha di che dire riguardo al suo orticello (leggasi egoismo del backgammon) e ogni cosa che si organizza ha costi sproporzionati al divertimento, la gente quitta. Punto e basta, rimarranno a giocare quelli dell'intorno di milano perchè hanno poca strada e c'è uno zoccolo duro e i "signori" (diciamo i benestanti) che hanno tempo e soprattutto soldi da "buttare", passatemi il termine, leggasi cinquantenni o ultracinquantenni o ludopatici sistemati e senza grandi preoccupazioni tipo lavoro famiglia e futuro. Ritenete saranno tanti? Allora il futuro del bg sarà assicurato così: mettete 200 euro come entry all'intermediate, 100 al beginner e 500 al champion e fate vobis.

Disfattismo? lo chiamerei "realismo": se questo stato di cose a te va bene sono ultra felice. Chiedi a un qualsiasi normopensante che passa per strada se la situazione del bg in italia oggi può ragionavolmente definirsi "accettabile" dopo avergliela descritta, fate un breve sondaggio.

Chiedete se avvicinerà i giovani alzare la entry fee dei tornei, chiedete se questa opzione farà arrivare nuovi iscritti o invece vecchiotti semiludopatici che giocano per il pandan una tantum. Chiedete.
Chiedete se la confusione e la mancanza di una federazione accentrante sia un buon biglietto da visita per attirare nuove persone.
Chiedete se la mancanza di diffusione di tornei semilampo siano un plus o un minus, chiedete.
Chiedetevi perchè quando un beginner/weak intermediate vuole giocare (live od online) e nessuno lo caga di striscio se avrà ancora voglia di sto backgammon.
Chiedete perchè quando i suddetti non trovano insegnanti per migliorare rapidamente nelle basi (cubo backgame, match play) quittano il gioco

Pensate in termini di quinquenni e date una durata al BG in italia giocato dagli italiani, che stima fate?

Probabilmente preferireste queste cose dette col garbo che ha ad esempio Florin, e anzi mi scuso, così come mi scuso con quelli che non riescono a leggere tutti i miei wall post. Così sono fatto: andate al nocciolo di quello che dico, cambiate qualche parola, metteteci qualche "mi pare" "mi sembra" qualche "secondo me" e risulterà tutto più edulcorato.


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 Oggetto del messaggio: Re: PANORAMICA SUL MONDO DEL BACKGAMMON IN ITALIA
MessaggioInviato: gio 25 feb 2016, 22:16 
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Sei prolisso e presuntuoso, mi occupo da 30 anni di backgammon e ho 4 figli e un lavoro che mi impegna, ho seguito tutti i percorsi da zero costi fino ad torneo internazionale x 20 edizioni, gestito un club, fatto promozioni un po dappertutto e fondato il cnb. Seguo sempre ogni consiglio costruttivo e mi adopero al fine di un bene comune.
Ora passami la tua carta d'identita e vediamo chi è più costruttivo.
parlare senza il fare equivale a destabilizzare e oscurare quanto di buono è stato fatto per cui chiudiamo questa discussione da incubo.


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 Oggetto del messaggio: Re: PANORAMICA SUL MONDO DEL BACKGAMMON IN ITALIA
MessaggioInviato: gio 25 feb 2016, 22:34 
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Fllecha ha scritto:


Fin che si tratta di fare cinque-dieci ore online ad una platea di 15 beginner motivati tra i 15 e i 35 anni io sono anche disponibile a patto appunto che queste ore mi tornino indietro NON come denaro bensì come "futuri giocatori motivati veronesi con cui io posso giocare il sabato pomeriggio live senza impegno di denaro".
Non mi aspetto che tutti 15 diventino bravi, mi aspetto che però almeno 5 di loro si e diventino docenti a loro volta dopo un po di esperienza col gioco e con le nuove teorie apprese. Come si fa col go: io spiego a 5 persone che a loro volta spiegeranno ad altre cinque ecc.. così il gioco cresce e si diffonde perchè c'è meno ignoranza in giro.


Questo volevo sentire, 1 in più siamo, spero di poter contare su di te in futuro.
Qui si parla di cose distinte:
1) la situazione del CNB che è in salute, ha superato il periodo di difficoltà, la gente che frequenta si trova bene. Alcuni giocatori italiani non possono/vogliono partecipare per via dei costi ma per loro al momento non si può fare niente, inutile continuare a discuterne.
2) la situazione del backgammon in Italia che non è per niente in salute. A Milano le cose funzionano ma nel resto dell'Italia ? Napoli sparita come circolo e come giocatori, Roma non so la situazione ma quello che vedo è che i romani ai tornei sono ormai solo i soliti 3. Torino e Bologna mi paiono costanti come attività e giocatori, Venezia/Mestre ridotta moltissimo, Floridia e Udine spariti. I nuovi circoli Verona e Cuneo non hanno prodotto ancora dei giocatori, comunque importante è che esistano.
Non c'e ricambio di giocatori, mi sembra evidente. Siccome voglio che ci siano tornei di backgammon in Italia anche fra 20 anni qualcosa voglio fare in questa ottica, cosa riuscirò a fare dipende anche da quante persone daranno anche una piccola mano.

_________________
In backgammon la maggior parte delle volte non sappiamo con precisione cosa è giusto o sbagliato.


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 Oggetto del messaggio: Re: PANORAMICA SUL MONDO DEL BACKGAMMON IN ITALIA
MessaggioInviato: ven 26 feb 2016, 07:24 
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Cita:
1) la situazione del CNB che è in salute, ha superato il periodo di difficoltà,

quale difficoltà? è sempre stato costante sia nel numro dei soci che nelle partecipazioni oggi in aumento

Cita:
Alcuni giocatori italiani non possono/vogliono partecipare per via dei costi

è fisiologico, chi non ha chance di vincere fa queste considerazioni, non ha caso il livello di gioco è molto alto anche nella categoria intermediate e comunque spostarsi in giro per l'Italia non è da tutti. Da sempre i veneziani hanno partecipato al solo torneo veneto, i romani a quello laziale, i napoletani a quello campano ecc.. questo aldilà dei costi, vige un concetto di partecipazione "comoda"

Cita:
la situazione del backgammon in Italia che non è per niente in salute

cioè è malata? non capisco florin, il back è un gioco, che pretedi? parli di club scomparsi ma quando erano in attività contavano 8 giocatori.
E' un evolversi di situazioni statiche, chi ha giocato per molti anni non ha più incentivi e lo ritroviamo solo ai tornei e non nei club.
Milano è imbottita di giocatori al top e in rapporto al numero di abitanti potrebbe permettersi incontri settimanali con il triplo di partecipanti, però il bg è un gioco e come tale devi accettare anche l'interesse/disinteresse che è secondario ad altri aspetti personali.

Cita:
Non c'e ricambio di giocatori,

bella scoperta :) per ricambio intendi i giovani? sono 20 anni che non abbiamo ricambi, Melzi oggi padre di 2splendide creature e tu stesso oggi brizzolato siete ancora tra i più giovani. Devi farti una ragione, non è colpa di nessuno se il gioco non si propaga, è la sua storia e questo avviene con tanti altri giochi, se non ci fosse il cnb saremmo coerenti con questo aspetto.
Mi pare che la wbf a Milano curi il concetto didattico, è sede della federazione mondiale, noti una crescita?

Insomma vale fare promozione e dare impulsi ma a parte lo scrivere che altro si fà? oppure si fà e non ne sono al corrente? oppure ancora non si sa da che parte cominciare e ci si smarrona nel forum?
Trovo tutto questo discutere inconcludente, a volte disfattistico, senza alcun progetto attinente alla pratica.

Ripetoooo se avete un progetto di fattibiltà il CNB mette a disposizione gratuitamente la sua struttura e le sue competenze.

Perchè non crei un tavolo di discussione dal vivo, cioè fissi un punto d'incontro con coloro che hanno il tuo stesso interesse? mi sa che Fleicha avrà un impegno e che farai fatica ad occupare un tavolo.
Diversamete se porti dei risultati da una tua iniziativa comincerà a crescere la credibilità e avrai più seguito. Ad oggi chi ha credibilità sono Osvaldo, sebbene siano un nucleo di pochi amici giocatori ha portato a buon fine un progetto concreto, lo è Rotondo che ha concretizzato il suo progetto di unificare la comunità milanese e a questi dobbiamo rendere merito.

Florin hai tante idee, tantissime, troppe, prendine una alla volta e concretizza e te ne saremo tutti grati, sei una risorsa importante.


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 Oggetto del messaggio: Re: PANORAMICA SUL MONDO DEL BACKGAMMON IN ITALIA
MessaggioInviato: ven 26 feb 2016, 12:36 
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Florin ha scritto:

Questo volevo sentire, 1 in più siamo, spero di poter contare su di te in futuro.
Qui si parla di cose distinte:
1) la situazione del CNB che è in salute, ha superato il periodo di difficoltà, la gente che frequenta si trova bene. Alcuni giocatori italiani non possono/vogliono partecipare per via dei costi ma per loro al momento non si può fare niente, inutile continuare a discuterne.
2) la situazione del backgammon in Italia che non è per niente in salute. A Milano le cose funzionano ma nel resto dell'Italia ? Napoli sparita come circolo e come giocatori, Roma non so la situazione ma quello che vedo è che i romani ai tornei sono ormai solo i soliti 3. Torino e Bologna mi paiono costanti come attività e giocatori, Venezia/Mestre ridotta moltissimo, Floridia e Udine spariti.I nuovi circoli Verona e Cuneo non hanno prodotto ancora dei giocatori, comunque importante è che esistano.
Non c'e ricambio di giocatori, mi sembra evidente. Siccome voglio che ci siano tornei di backgammon in Italia anche fra 20 anni qualcosa voglio fare in questa ottica, cosa riuscirò a fare dipende anche da quante persone daranno anche una piccola mano.


Non è proprio così. E' in corso un campionato con cadenza mensile, presenza media 9 giocatori con punta di 11. Se ci sono i numeri organizziamo qualche serata aggiuntiva spot con 6/7 partecipanti di media.


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 Oggetto del messaggio: Re: PANORAMICA SUL MONDO DEL BACKGAMMON IN ITALIA
MessaggioInviato: ven 26 feb 2016, 13:28 
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Iscritto il: mer 28 mar 2007, 18:39
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alfonso ha scritto:
Non c'e ricambio di giocatori
bella scoperta :) per ricambio intendi i giovani? sono 20 anni che non abbiamo ricambi, Melzi oggi padre di 2splendide creature e tu stesso oggi brizzolato siete ancora tra i più giovani. Devi farti una ragione, non è colpa di nessuno se il gioco non si propaga, è la sua storia e questo avviene con tanti altri giochi, se non ci fosse il cnb saremmo coerenti con questo aspetto.
Mi pare che la wbf a Milano curi il concetto didattico, è sede della federazione mondiale, noti una crescita?

Insomma vale fare promozione e dare impulsi ma a parte lo scrivere che altro si fà? oppure si fà e non ne sono al corrente? oppure ancora non si sa da che parte cominciare e ci si smarrona nel forum?
Trovo tutto questo discutere inconcludente, a volte disfattistico, senza alcun progetto attinente alla pratica.

Ripetoooo se avete un progetto di fattibiltà il CNB mette a disposizione gratuitamente la sua struttura e le sue competenze.

Perchè non crei un tavolo di discussione dal vivo, cioè fissi un punto d'incontro con coloro che hanno il tuo stesso interesse? mi sa che Fleicha avrà un impegno e che farai fatica ad occupare un tavolo.
Diversamete se porti dei risultati da una tua iniziativa comincerà a crescere la credibilità e avrai più seguito. Ad oggi chi ha credibilità sono Osvaldo, sebbene siano un nucleo di pochi amici giocatori ha portato a buon fine un progetto concreto, lo è Rotondo che ha concretizzato il suo progetto di unificare la comunità milanese e a questi dobbiamo rendere merito.

Florin hai tante idee, tantissime, troppe, prendine una alla volta e concretizza e te ne saremo tutti grati, sei una risorsa importante.



Il tavolo rotondo è da fare ma come faccio a sapere chi è interessato ? Il forum serve a scambiarsi opinioni, Flecha ha dato la disponibilità per il futuro quindi la vedo come un piccolo risultato, spero in Wernik e Garau che hanno partecipato alle discussioni.

L'idea di Rotondo della comunità milanese alla fine ha avuto successo quando mi sono unito anche io e ho coinvolto anche Elisabetta Romagnoli, è un pò difficile fare le cose da soli (Osvaldo ci è riuscito, bravo lui) altrimenti rischiava di rimanere solo un idea. Ora abbiamo un bel circolo, attraente, col ben tempo anche per un semplice aperitivo, alcune persone erano venute solo per questo la scorsa stagione.
A Milano insieme a Rotondo siamo appena partiti con un programma definito di formazione per basic e intermediate, alcuni giocatori hanno data la disponibilità ad insegnare. Ma il programma da solo non basta per far venire nuovi giocatori. Elisabetta tramite il negozio manda sempre al Volta delle persone ma in passato sono andati persi, ora spero andrà diversamente. Io ne cercherò altre con dei target precisi, studenti universitari in primis, stranieri che sanno già giocare a tavla, ex giocatori di scacchi, poker.
Con il circolo di Torino ho già parlato, loro sono ok così come Verona dove ci andrò, magari si riuscirà a creare un nucleo di giocatori con PR10, devo convincere per prima i miei genitori. Con qualcuno di Roma e Bologna parlerò a Torino così come con Cesare per Venezia, Bonetti l'ho sentito brevemente, sta per partire con un un pò di iniziative. Ho sentito anche Fernando Braconi per il discorso lezioni online e non solo. A Federico Toledo ho chiesto se mi può dare un referente per Napoli, non c'e un circolo ma sono sicuro che giocano. Non ho ancora fatto niente riguardo Cuneo, Genova e Toscana e Sardegna, queste sono realtà da sviluppare.
Quindi non mi sembra che non ci sia niente di concreto, anzi. Il CNB può contribuire nella realizzazione di un sito web più professionale, non serve altro.

Non capisco perchè dovrei farmi una ragione, non mi sembra che prima qualcuno abbia fatto un progetto nazionale di questo tipo ma solo a livello locale, poi gli iniziatori si sono ritirati per vari motivi e il castello è crollato.

Penso che con ciò ho detto tutto sul mio progetto di sviluppo del backgammon, stato attuale e futuro breve. Chiunque voglia dare un qualsiasi contributo ben venga.

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