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 Oggetto del messaggio: IL "MITICO" PRESIDENTE SELVI DESAPARECIDOS
MessaggioInviato: dom 28 feb 2016, 15:14 
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PARTE LA RUBRICA PER RIESUMARE TUTTI GLI SCRITTI DEL PRESIDENTE SELVI "SCRITTORE"
Chi ritrova i suoi scritti li pubblichi qui:
cominciamo da questo:
viewtopic.php?f=2&t=9

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 Oggetto del messaggio: Re: IL "MITICO" PRESIDENTE SELVI DESAPARECIDOS
MessaggioInviato: dom 28 feb 2016, 15:24 
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 Oggetto del messaggio: Re: IL "MITICO" PRESIDENTE SELVI DESAPARECIDOS
MessaggioInviato: dom 28 feb 2016, 15:33 
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Iscritto il: mar 03 giu 2008, 12:55
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THE DAY AFTER (2007)
Il giorno dopo è quello più faticoso di tutto il torneo, di tutti i tornei. L’adrenalina è finita e un senso di spossatezza permea l’organismo; il mio fa così e mi lascia rincoglionito per almeno 24’ore.
Rivedo tutto come in un trailer.
Spezzoni di gioco, immagini di volti, mp3 di smadonnamenti (anche il sonoro, certo), turbinar di battute, vorticar di cocones, scale a gogò, raccontar di sfighe massime, subir e far culate apocalittiche, sviste madornali e cagate spettacolari.
Una cosa molto apprezzata, secondo me e terzo te, sono i tornei a destinazione; quelli per Estoril o per Tokio hanno avuto un botto di iscrizioni e reiscrizioni.
Per l’anno prox è stato finalmente annunciato un torneo a Tblisi in Georgia. Era ora! La yurta torna buona e dopo una bella ripulita, l’affitterò o la userò io stesso.
A Sakalin, dove si ammazzano di pippe e di alcool, pare stiano pensando al “1rst Odobenus Rosmarus Backgammon Tournament” con un added di 100 barili di olio di balena.
Scherzi a parte, a Venezia c’erano tutti i japu mirabilmente descritti da LoSurdo. Gentilissimi, elegantissimi e preparatissimi. Giocare contro uno di loro era uno spettacolo. Ogni japu spianava davanti a sé un piccolo mercatino scaramantico-ludico-scenografico-mangereccio. Si andava dalla ricostruzione di una battaglia medievale al distributore automatico di chewing gum con apposite cartine per riporre la cicca esausta. Si partiva da un piccolo tempio con lanterne funzionanti per finire alla micro doccia per dita con dispenser di smalto per signora e asciugadita per uomo. La cosa ha sconvolto a tal punto DeZandonati (nelle pause tra un match e l’altro giocava ad un solitario giapponese su uno schermo minuscolo), che ora ha gli occhi a mandorla e gli ci vuole uno spaccanoci ogni volta che deve aprirli.
Ad ogni modo i tornei con in palio un posto “all inclusive” per un altro torneo saranno da proporre più spesso; l’ha già detto Fabrizio ma…repetita juventus, come mi suggerisce il buon Jaquinta. A proposito: chi l’ha più visto? Ha minacciato tutti dicendo che era in finale nel last chance e poi…puff! svanito. Mah! Venezia misteriosa.
Melzino è stato semplicemente perfetto. Battuto dal figlio del generale Yamamanonmamamoto nei quarti del main, non ha perso aplomb, concentrazione e sorriso e ha infilato una serie impressionante di vittorie. Complimentoni veri.
Mercoledì i fedelissimi offrono tutti da bere a Melzino e un Melzino da bere per tutti al tempio dei giant del bg.
La cosa è impressionante. Si va prima dal Popa a baciare l’anello, si passa dal Castellano a ritirare la chiave: si deve bussare forte perché è un po’ LoSurdo, si assaggiano un po’ di Pescini freschi freschi, e si arriva dal Melzino che non suggerisce niente ma chi vince mica lo può sfottere più di tanto e poi…c’è il Franchino, che ci penserà lui a dire pirlate.
Insomma, il CdBM è un club di giocatori forti veri e di intellettuali raffinatissimi.
Ne approfitto per annunciare, poi lo si farà meglio, il torneo del 19.12.07 al Cagliero Club con ricchi premi e cotillon e magari un posto per Roma (sola andata) o Cavalese (anda e venanda).
A presto.
S.

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 Oggetto del messaggio: Re: IL "MITICO" PRESIDENTE SELVI DESAPARECIDOS
MessaggioInviato: ven 04 mar 2016, 16:01 
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Iscritto il: mar 13 mar 2007, 09:06
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Danny hai fatto centro, l'omonimo stefano (Benni) non avrebbe saputo scrivere con la stessa ilarità.
Stefano Selvi per me è un riferimento insostituibile, non faccio mistero che averlo nel consiglio mi ha sempr trasmesso fiducia ed equilibrio.

È un lavoraccio però se ci si divide il compito di ricerca salveremo un bel capitolo di storia vissuta nel forum.
Conservo qualche scritto e lo metto a disposizione.


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 Oggetto del messaggio: Re: IL "MITICO" PRESIDENTE SELVI DESAPARECIDOS
MessaggioInviato: dom 06 mar 2016, 13:51 
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Iscritto il: mar 02 feb 2016, 09:02
Messaggi: 48
Mi dispiace ammetterlo, ma sono vere perle.

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Alessandro Pettini


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 Oggetto del messaggio: Re: IL "MITICO" PRESIDENTE SELVI DESAPARECIDOS
MessaggioInviato: dom 06 mar 2016, 14:00 
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Iscritto il: mer 22 gen 2014, 21:50
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Stefano è il Gioan Brera fu Carlo de noantri


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 Oggetto del messaggio: Re: IL "MITICO" PRESIDENTE SELVI DESAPARECIDOS
MessaggioInviato: lun 04 apr 2016, 17:47 
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Iscritto il: mar 03 giu 2008, 12:55
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Ieri, 17 ottobre 2007, abbiamo terminato la quarta settimana di navigazione. Qualche segno di stanchezza ma fortunatamente la cambusa è colma e il mare è pieno di pescini e quindi la fame è ancora lontana.
L’esercitazione di ieri ha visto primeggiare il guardiamarina Caroli sul tenente di vascello Tamigi, ancora poco avvezzo alle onde lunghe dell’oceano. L’equipaggio mostra qualche segnale di insofferenza ma tra breve avremo gli orologi e dopo ci saranno solo giri di chiglia.
L’infermeria registra ricoveri nella norma, fisiologici per la stagione e quindi nessuna epidemia, per ora, minaccia la navigazione.
Nel quadrato ufficiali si discute della tempistica. Credo che la soluzione migliore sia: tre minuti per punto e quindici secondi a mossa. Cosa vuol dire? Un match ai 7 avrà 21 minuti di tempo cad per essere completato e 15 secondi per pensare ad ogni mossa che verranno resettati e ripresi ad ogni pressione dell’orologio che non significa prenderlo a mazzate. Trascorsi i 15 sec si intaccherà il tempo mossa. Più facile a farsi che a dirsi.
Dopodik se ci sono suggerimenti o proposte ben vengano e ben se ne andranno. Thx in advance.
Quindi tra max due settimane orologi per tutti.
Comunicazione di servizio: hanno chiuso TMG. http://www.iuculano.it/internet/aggirar ... -scommesse a questo indirizzo c’è il sistema per aggirare la solita ipocrisia italiota per circa 500 siti di giochetti vari. Grazie a GMK e a Fabri per la dritta ma il dns di TMG ‘un c’è, forse è troppo presto e non l’hanno ancora inserito. Se avete altre idee non tardate a comunicarle che i marroni vorticano vieppiù non dimencando la mia stupidità abissale in informatica e logica varia.
Minchiazza, l’unica volta che riesco a vincere qualcosa online mi viene chiuso il sito perché non pagano la mezza allo stato…
Buona settimana a tutti e guardate www.puntosnooker.it o www.cnbackgammon.eu per risultati, tabelloni, orari per traghetti, viaggi low coast to coast, immersioni, visite ad acquari, idraulici, mountain pass, snowboard estremi, parkour e ricette lapponi.
S.

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 Oggetto del messaggio: Re: IL "MITICO" PRESIDENTE SELVI DESAPARECIDOS
MessaggioInviato: ven 08 apr 2016, 15:55 
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Iscritto il: mar 03 giu 2008, 12:55
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Degli ippopotami nel fango e altre storie di Stefano Selvi (2014 DICEMBRE)
A Varenna ero parecchio rilassato, come ippopotamo in pozza di fango. Con altri ippopotami, ovvio. Una pacchia.
Chi sbroffava merda con la coda, chi spruzzava fango con le orecchie, chi s’incazzavaabestia con le piroghe di
passaggio, insomma un vero ippospasso. Poi arriva cacciatore bianco. Con guida. E portatori. Fine della cuccagna.
Un ippopotamo che altro può fare se non stare a mollo? Ci aveva provato Disney a farli ballare ma quello usava la
fantasia, roba pesante. Poi un po’ di pubblicità lines - pampers e di nuovo nella mota. Insomma,
mettetevi nei fanghi di un ippopotamo. Arriva sto cacciatore con tutto il seguito e non devono
girargli i cocones? Fuori dalla comoda mota con tutto quel peso è ‘na faticaccia. E poi camminare
nella savanaurbana verso una nuova pozza sapendo che altri ippopotami avranno già preso il
fango migliore, non è antianimalismo? “Non spingete! Qualcuno ha preso le tavole? Pippo? Dov’è
Pippo? S’è cacato addosso? E allora? C’ha ancora il pannolino?! Ommadonna.”
Rimuginando allegoricamente sulle vicende del bg milanese arrivo all’ultimo torneo del circuito, a Bologna. L’hotel
Savoia è talmente grande che stavolta abbiamo giocato a sinistra, a destra c’era una convenscion politica. C’era
pure una task force per tenere i partecipanti all’assemblea lontani dal torneo di Bg. Inaccettabile.
Ho fatto notare la cosa al capo delle operazioni comunicandogli inoltre che un gruppo di facinorosi potrebbe
imbracciare attrezzi e far sfracelli all’adunanza. Chi sarebbero? fa lui. I bricoleur tricoleur, faccio io. Se ne vada per
favore, fa lui. Non trascuri i casalinghi coatti, dico allontanandomi. Se torna pensaci tu, dice al più cattivo del
gruppo. Si scherza, che qua non appena succede qualcosa è tutto un cercare il mandante delle proprie minchiate.
Eh si, perché è più facile trovare un capro espiatorio altrove anziché vedere l’asino antropomorfo in noi. In vita, e
alcuni anche dopo, combiniamo casini piccoli o grandi per mille e un motivo. Nel gioco, è uguale. A volte la mossa,
il cubo o l’atteggiamento sbagliato ci aggrediscono nel dormiveglia, e nel buio ma solo lì, finalmente ci diciamo:
che *** sono stato! Ahhh...liberazione... Ma alla luce sobri. Al massimo ce la prendiamo col culo degli altri,
sia in potenza che come limite al dialogo.
Le ultime discussioni raccolte nelle piazze di gammonvillage pongono un quesito ineludibile. Assodato che faremo
sempre casino, dovremmo chiederci perché. Perché ci comportiamo come se fossimo governati da arcani poteri?
Cosa ostacola diventare il giocatore che vorremmo essere?
Per venirne fuori o si lascia gammonadventure o si comincia a pensare al Bg non come una serie
di norme avverse o di scarsa tutela del ciuco di turno ma come a una disciplina. Che occorre
esercitare. Se siete arrivati fin qui a leggere, ormai siete intrappolati. Chi altri perderebbe tempo
dietro a un gioco che si alimenta delle alternanze del suo didietro? Chi altri affronterebbe prove
dove bravura e fortuna si scontrano innescando un disordine di proporzioni bibliche? Tutto ciò che
è doppio è un casino, si sa. Per fronteggiare la crudele bipolarità del bg, non bastano le buone
intenzioni, ci vuole rigore e quindi disciplina. Non importa quanto o dove ma come.

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 Oggetto del messaggio: Re: IL "MITICO" PRESIDENTE SELVI DESAPARECIDOS
MessaggioInviato: mer 06 lug 2016, 15:27 
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Con Twilight Zone, titolo di una strepitosa serie tv degli anni sessanta, si definisce un momento crepuscolare dove le cose si confondono e possono apparire differenti da quel che sono.

Con mirabile sintesi in Italia fu tradotta: “Ai confini della realtà”.

Prenderne il nome per una rubrica non è un plagio (si può prendere il crepuscolo?) ma solo l’ambizione di esplorare con indispensabile ironia il confine dove il giuoco potrebbe essere l’inizio del giorno o della notte, della felicità o della tragedia, dell’amicizia o dell’odio, della realtà o della fantasia e la fantasia, è sempre più ordinata della realtà.
S. Selvi

Popa smoke dopa 6 LUGLIO 2007

Pooo popopopooooo Poooopaaaa Pooo popopopooooo Poooopaaaa Pooo popopopooooo Poooopaaaa Et voilà! Così anch’io ho canticchiato sto tormentone. Breve,quasi indolore, riassuntivo, esplicito e conclusivo. Del torneo di Milano, ovviamente. Popa, semper lù. Già detto tutto, ora basta sennò… quello lì…il Popa…prende la carica. Eggià. Astuto. Habemus Popa, Popa qua, Popa là, l’esapode, Popapà, il fiuto del trofeo…si ricarica lui. Stop! Oh…’stoPopa…c’harottoercazzoooo! Ahem, dicevamo. Milano. Che dire? Milano non è charmant, come città e come torneo. Non ha grip, non ha view, non ha urban dimension. Però è piena di iniziative, di mission e di vision, soprattutto di vision. La vision è un torneo su una terrazza affacciata sul lago di Como o sul Ticino, basta che ci sia acqua ma non all’idroscalo. Perché l’acqua? Perché no? Mica bisogna portarla da casa. La mission è…arrivarci. Tornei di charme. Eccoci col ragionamento. I tornei del CNB dovrebbero diventare tutti dei piccoli (o medi) tornei di charme. E mica si può dire in italiano. Piccoli tornei fascinosi stona mica poco mentre la guida planetaria dei tornei di bg dove al capitolo Italia c’è l’inserto -“Piccoli tornei di charme in Italy”- (magari tutto in inglese) è una figata. Cioè, sarebbe una figata. Mafaniente, son cose così che vengono in mente quando pensi che è bello giocare ma è anche bello guardarsi intorno: vedere il mare, il lago, le montagne, i prati, le colline, la fauna e magari scovare locali dove mangiare; insomma tutta quella roba che fa tanto bene allo spirito e malissimo al cuore e al conto in banca. Ad ogni modo, partecipare ad un torneo, è anche consolidare i caratteri e le amicizie. A Milano ho trovato conforto e mi sono commosso quasi alle lacrime nel ricevere manifestazioni d’affetto incomparabili. Non farò nomi per equità ma sappiate che un momento topico è stato: “siamo abbastanza amici?” mi chiede lui, “certo!” rispondo sicuro… “allora mi tolgo le scarpe e mi dici se mi puzzano i piedi che sono vecchie e c’è della plastica ma ci sono affezionato e siccome hai appena detto che sei amico anche se i piedi puzzano sopportalo”. Così, tutto d’un fiato. Senza punteggiatura. Son cose che ti rinsaldano, non ti fan sentire solo. Danno un senso alla vita. Sempre lui, il giorno dopo, mi telefona per dirmi che vuole diventare un Air guitarist. Ommaddonnassantissima! Un chitarrista dell’aria, un mimo, uno che fa finta ma con la base sotto. C’è un festival mondiale e anche un campionato dietro sta roba. Ehi ragazzi, è pazzesco! Io mi ricordo un tipo al paese dove i miei mi portavano in villeggiatura quando ero un pischello, che girava per le stradine suonando un’armonica e commentando le partite di calcio. A squarciagola: “ciao Ameri ti ripasso la linea” e via con la voce di Ameri a descrivere l’azione. Era un paese talmente piccolo che non avevano lo scemo del villaggio. Dovevano fare a turno. Oggi c’è addirittura un festival. Meraviglie della globalizzazione. Un “folle” qui, trova chi la “pensa” come lui in Australia o al piano di sotto, a seconda. E pensare che io resto ancora attonito di fronte a domande del tipo: perché i piloti kamikaze si mettevano i caschi in testa? Non è tutto inutile? Hai voglia a scovare paradossi, a immaginare. Qualcuno è sicuramente più avanti. Per esempio: che cosa faranno per divertirsi quelli che per lavoro ti fanno divertire? Si divertiranno? Quelli che fanno gli sceneggiatori delle serie tv che adesso pompano a tutta birra su tutti i canali e tra un po’ ci avran saturato le cucurbitacee? Che faranno? Ehi, quelli lavorano col bisogno di evasione. Si divertono di sicuro. Sono gli Houdini del nostro subconscio. Scavano nei nostri bisogni creandone artatamente dei nuovi in un cerchio Moebiusiano di delirio audiovisivo. Ne sanno una più del diavolo. E che ci vorrebbe allora a fare una serie chiamandola semplicemente “chouette”? No…troppo francesismo e fa un po’ cagare. Vediamo…magari, ecco si…muscolarità americana…semplice:
“Gammon. La nuova fiction dove la passione per il gioco e per la vita si intrecciano. Prossimamente su questo network. Scarica il trailer da http://www.cnbackgammon.eu
E poi…si…ecco il lancio, lo spot, la vera cassa del programma:
“manda un sms al ##### durante l’episodio di Gammon e cuba il giocatore che vuoi inserendo il nome nel testo. Potrai vincere una ricarica da 20 euro di qualsiasi gestore di telefonia mobile.”
O un’altra cacata, a seconda dello sponsor. Vision, mission e stink foot come diceva il grande F.Z. Eh si, altro che balle, le idee son come i bastoncini che tiri al cane, te li riporta tutti biascicati. Del resto anche gli amici sono come gli ombrelli, quando piove non li trovi mai. E via di questo passo verso la catarsi che si spera elimini quella sensazione di sfiga che aleggia su chi non porta a casa risultati, coppe, pecunia e gloria. Vabbè, in attesa di notizie dal network, vi dirò soltanto che ho incontrato al primo turno Thomas “Rasputin” Althaus uscendone malissimo. Solo un Popa forte poteva fermarlo. E poi dicono che non c’è più di religione. p.s. In bocca al lupo a chi va in Cotè d’Azur a fare il tour de backgammon e in culo alla balena a tutti gli altri che restano a vogare sul fiume della vita normale. E fare invece un torneo su un barcone che discende il Po? Sbarcare a Venezia direttamente al casinò per il torneo di novembre? Ok, due barconi, uno per i champion e l’altro per gli intermediate. No? Allora una enorme chiatta, nella nebbia che va…già visto? Si, ma mica vissuto. S.

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 Oggetto del messaggio: Re: IL "MITICO" PRESIDENTE SELVI DESAPARECIDOS
MessaggioInviato: lun 24 lug 2017, 19:55 
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OGNI TANTO VA RILETTO:
da Twilight Zone Posted: 03/10/07 (vecchio sito)

La scoperta del backgammon

Il mio primo maestro cercò di condurmi sulla strada della saggezza aiutandomi a raggiungere una conoscenza profonda del corpo, mio o altrui.
Era un uomo solenne con scintillanti occhi neri di rara intensità e bellezza. Praticava e predicava zen a tutta manetta. A detta sua era fortissimo nella durata della copula.
Me ne innamorai ma una amica mi anticipò e dovetti farmene una ragione. Le chiesi però se era vera la storia e lei mi rispose che Sting al suo confronto era un ragazzo; le chiesi anche se non si annoiava a stare ore e ore a trombare. Ovviamente non ottenni risposta, del resto non seppi mai se era stata anche con Sting per fare simili paragoni e tirai innanzi.
Fatto sta che arrivai all’apice del salutismo: niente alcool, tabacco e derivati, solo cucina macrobiotica e una dose di farina di serpente degli abissi del mar del Giappone ogni mattina a digiuno che garantiva energia a gogò: una immonda e fetida poltiglia che trangugiavo sperando di durare almeno 30 secondi… in più del maestro. Con certe robe mica si scherzava.
Dopo un anno ero diventato più bello e più forte di Tremalnaik e la foto di Sting era finita sopra alla tazza del cesso. Purtroppo il maestro morì cadendo da una montagna sfracellandosi 300 metri più in basso, sano come un pesce. Se c’era l’acqua magari si salvava.
Col cuore a pezzi tornai a casa con l’amico Jack Daniels e l’uomo Marlboro, buttai la farina di serpente nel water, che alcune pantegane delle fogne di Milano emigrarono nel Saskatchewan a fare i castori, mollai la macrobiotica e iniziai a dedicarmi all’interpretazione del caos.
In un amen divenni cartomante, filosofo, ufologo, grafomane e semiologo, in una parola: casinista. Ero una via di mezzo tra l’indovino e lo psicologo, tra lo stregone e l’erborista, tra il misogino e il donnaiolo, tra il saggio e il demente.
Traevo immagini da una sfera di cristallo e premonizioni dai bastoncini di achillea e dai fondi del tè. Sedendomi riuscivo a percepire l’umore di chi si era seduto prima di me, soprattutto se non usava deodoranti. Fu lì che mi vennero le emorroidi, credo.
Una sera tornando a casa, venni circondato da un gruppo di fidanzati organizzati che al grido di: “Rasputin di serie B non farti vedere mai più qui!” mi riempirono di mazzate lasciandomi senza un molare, con due diottrie in meno e qualche punto in più, in testa.
All’uscita dell’ospedale, solo e incerto nella deambulazia decisi, con gli ultimi soldi rimasti, di cercare l’amica Maria in Messico.
Perigliosa e sfuggente infine la trovai e fu meraviglioso, era straordinaria. Mi guarì facendomi provare cose irripetibili ma i policemen mi presero, mi buttarono in gattabuia per 4 giorni e 4 notti dove persi un po’ di dignità, tutti i soldi, un incisivo e la foto di Frank Zappa che era anche il mio portafortuna ma per loro era solo il mio pusher.
Rimpatriato con un aereo ospedale grazie ad una variante del morbo di Montezuma che mi squagliò i pochi chili rimasti, tornai a casa dove trovai il vecchio mocio vileda sdraiato sul divano che mi chiese di pulire il pavimento al posto suo. Capii di essere arrivato al fondo del pozzo.
Oh Jesus why don’t you rescue me? Gospellavo ingurgitando dosi cavalline di soluzione Shoum che funzionava meglio sulle piastrelle che nelle mie budella ma faniente.
La vicina di casa, indifferente alla mia prolungata assenza, entrò come niente fosse nella stamberga e, memore dei miei trascorsi, mi chiese i numeri del lotto. Buttai lì una quaterna solo per togliermela dai marroni. Due giorni dopo tornò buttandomi le braccia e la dentiera al collo biascicando di una vincita strepitosa. Con la mia parte presi una moto e mi diressi in Grecia per meditare sul monte Athos.
Fu davvero difficile: come si fa a meditare in un posto dove ogni ora ti svegliano per pregare e qualcuno cerca magari di concupirti?
Salutai anacoreti, pope e reliquiari e girai in lungo e in largo l’ellade scoprendo uno strano gioco fatto di punte, pedine, dadi e fanculeggiamenti vari.
Ecco la vera espressione del caos, mi dissi.
Forse il viaggio era finito.
Invece era solo l’inizio…
S.

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